Vertice alla Casa Bianca tra il premier di Israele Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Come è andata.
Dopo l’incontro con Zelensky, Donald Trump ha ricevuto alla Casa Bianca anche il premier di Israele, Benjamin Netanyahu. La riunione non sembra essere stata un confronto a quattro occhi ma ha comunque fornito segnali positivi. Tra i temi affronti, quello del conflitto in Medio Oriente con particolare focus all’Iran e al nucleare.

Netanyahu-Trump: Israele e Usa allineati
Nelle scorse ore alla Casa Bianca è stato tempo di incontri diplomatici tra il presidente Usa Trump e altri leader mondiali. Oltre a Zelensky, con il quale il tycoon ha parlato di Ucraina e del conflitto con la Russia, il numero uno Usa ha avuto modo di accogliere anche il premier di Israele, Benjamin Netanyahu.
“Siamo perfettamente allineati sull’Iran. Israele sostiene qualsiasi strada scelga Trump”. Sono state queste le prime parole del portavoce di Netanyahu, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg dopo l’incontro negli States con il tycoon. Durante il vertice alla Casa Bianca con Donald Trump non si è parlato degli F-35 alla Turchia, ha aggiunto sempre il portavoce.
Il commento del premier israeliano sull’incontro
In un video pubblicato sul proprio account Instagram, poco dopo l’incontro con Trump, è stato lo stesso primo ministro d’Israele Benjamin Netanyahu a fornire alcune reazioni. Il politico di Israele ha definito “eccellente” l’incontro avuto con il presidente Usa. Netanyahu ha parlato di “una conversazione all’insegna della piena collaborazione, del sostegno reciproco e della consapevolezza dell’obiettivo comune di garantire che l’Iran non disponga di armi nucleari, oltre che di altri obiettivi. Una delle migliori conversazioni che abbia mai avuto con il presidente degli Stati Uniti, il nostro amico Donald Trump”.
Tra gli altri passaggi del racconto del primo ministro israeliano, anche quello legato alla presenza de “l’intero gruppo dirigente” di Trump, così come “il nostro gruppo dirigente”, cosa che Netanyahu ha definito come “un’occasione per scambiare idee e coordinare accordi importanti per la sicurezza e il futuro dello Stato di Israele”.